Fiat “170”: recensioni

Il FIAT “170” nelle pagine di libri e riviste dagli anni Settanta ad oggi.

(A cura di Giovanni Fossa’)


LIBRI

“Truck Story” – Claudio Bertieri, 1977
Un imponente volume fotografico nel quale il “170” appare in diverse immagini, in particolare nel capitolo dedicato alle “Grandi rotte” del Medio Oriente, nel periodo in cui i migliori camion Europei affrontavano estenuanti viaggi dal Nord Europa fino in Arabia Saudita.

“World trucks n° 9 – FIAT” – Pat Kennett, 1980
Alla fine degli anni Settanta la casa editrice inglese Patrick Stephens ha iniziato a pubblicare una collana dedicata ai più importanti costruttori di veicoli industriali del mondo. Tutti i volumi, contenenti numerose fotografie (tutte in bianco e nero) e la descrizione dell’evoluzione tecnica dei vari modelli, sono stati scritti dall’esperto giornalista Pat Kennett e solo uno riguarda una casa italiana: la FIAT.
Il modello “170” è stato addirittura scelto come immagine in copertina, oltre ovviamente ad essere descritto nell’ultimo capitolo del libro attraverso anche varie fotografie riguardanti un trattore a due assi ed i due diversi motori disponibili.

“Ottant’anni di camion FIAT” – Carlo Felice Zampini Salazar, 1983
Uno dei primi libri italiani riguardante il mondo del camion. Molto denso in quanto a immagini, dati ed informazioni, passa in carrellata l’evoluzione dei modelli FIAT a partire dagli albori fino alla costituzione dell’IVECO a metà degli anni Settanta. Il modello “170” trova però poco spazio: è pubblicata in compenso una foto a tutta pagina dell’OM “170”, il cugino del FIAT.

“IVECO story” – Raffaele Sanguineti e Carlo Felice Zampini Salazar, 1994
Volume dedicato alla storia dell’IVECO ricchissimo di informazioni ed immagini: contiene anche i capitoli sulla storia delle singole case FIAT, OM, Lancia, UNIC e Magirus. Il “170” viene descritto, anche attraverso varie fotografie, nella descrizione della fase di razionalizzazione delle gamme affrontata dalla neonata IVECO; in particolare il modello “170” si inserisce al vertice della “Gamma integrata dei pesanti” rimanendo in produzione del 1975 a 1978.

“Cent’anni di camion FIAT” – AA.VV., 1999
La collana edita dalla Edizioni Negri di Brescia dedicata ai camion italiani è doppiamente preziosia: oltre ad essere di ottima qualità, costituisce uno dei pochi esempi di pubblicazioni in italiano sull’argomento camion. Tutti i volumi sono in pregiata brossura, ricchi di magnifiche foto d’epoca e testi in doppia lingua italiano – inglese. Oltre alle marche OM, Lancia e Alfa Romeo, non poteva ovviamente mancare un libro sulla storia della FIAT, edito in occasione del centenario della casa torinese. Essendo l’ultimo modello di camion pesante marchiato “FIAT”, il “170” trova spazio nella parte finale del libro, anche attraverso una bella foto di una versione a tre assi con rimorchio.

“IVECO 1975-2005” – Massimo Condolo, 2005
Un volume edito dalla Fondazione Negri di Brescia dedicato interamente alla storia dell’IVECO, concentrato sui modelli prodotti dal 1975, tralasciando quindi i precedenti prodotti FIAT, OM, Lancia, UNIC e Magirus. Il “170” è stato inserito nella copertina, a fianco dello “Stralis” a rappresentare il primo ed il più recente modello di punta nella trentennale storia dell’IVECO. Un intero paragrafo ricco di fotografie dal titolo “Pezzi da (cento) novanta: la gamma con cabina H rialzata” si focalizza sul “170”.

“The illustrated encyclopedia of trucks” – Peter Davies, 2018
Negli anni non sono mancate le enciclopedie che catalogano tutte le case produttrici di camion sparse nel mondo. Tra le più recenti e complete questa di Peter Davies, uno dei massimi esperti inglesi del settore. Come per gli altri più importanti costruttori, alla FIAT sono dedicate due pagine ed è proprio del “170”, in versione a trattore a tre assi, la fotografia più grande tra quelle selezionate dall’autore.

“TIR. Sulle strade d’Europa con Sandro ed il suo FIAT 170.33” – Massimo Antonio Cornago, 2013

Dalla quarta di copertina: “Il libro racconta uno “spaccato” della vita lavorativa degli autisti di camion, regolarmente impegnati sulle lunghe tratte internazionali, durante gli anni “Settanta”, i loro differenti approcci a quelle che erano le esigenze della realtà di allora, le difficoltà incontrate nel quotidiano e le speranze, che erano le loro compagne di viaggio all’interno della cabina di un camion”.
Alla fine del libro è inserita la descrizione del “170”, con anche una scheda tecnica del veicolo. Non mancano una dozzina di foto, non di alta qualità, ma che aggiungono ulteriore fascino al bel racconto dei ricordi di chi ha vissuto a bordo del camion per tanti anni. Il “170” viene giudicato molto positivamente; come scrive l’autore “permetteva finalmente una sana competizione con tedeschi, inglesi e ovviamente svedesi, fino a quel momento dominatori incontrastati sulle strade internazionali”.

 



RIVISTE

Vado e torno, novembre/dicembre 1976
“FIAT e OM 170: venti cavalli in più per la Legge 313”
Delle riviste italiane dedicate al mondo dei camion “Vado e torno” è tra le più longeve ed una delle poche, tra le tante esistenti negli anni ‘70 ed ‘80, ad aver resistito alla crisi del settore: viene difatti pubblicata ancora oggi ed il primo numero risale al 1962!
Non mancano quindi i servizi sugli autocarri degli anni Settanta ed ovviamente anche sul FIAT 170.
La prova su strada del FIAT 170 – o meglio del gemello OM 170 – è pubblicata sul numero di novembre/dicembre 1976: al “nostro” camion è dedicata anche la copertina, dove campeggia un trattore stradale impegnato nella rotta verso il Medio Oriente, a testimoniare l’impiego tipico del “170”, ossia i trasporti a lungo e lunghissimo raggio.
L’articolo, firmato da Paolo Scarpat, è di quattro pagine e contiene oltre al testo con fotografie, anche una tabella sui pesi e dimensioni delle versioni disponibili (carro e trattore nei diversi passi) nonché i figurini quotati con le misure. C’è anche una tabella di confronto con i modelli concorrenti venduti in Italia dalle altre principali Case: Ford Transcontinental, Magirus 310D19, Mercedes-Benz 1932 e Scania LB 140, tutti dotati di motori con potenza superiore a 300 cavalli.
Il modello provato è l’OM 170 con la nuova motorizzazione di 352 cavalli (DIN), in aggiunta alla precedente da 330 CV: in questo modo l’8 cilindri a V FIAT è in grado di rispettare la normativa che prevede una potenza minima di 8 cavalli per tonnellata, che per un autotreno o autoarticolato di 44 tonnellate di peso complessivo significa almeno 352 cavalli. Il cambio è il Fuller a 13 marce.
Per la prova è stata scelta la versione autocarro a due assi con passo 4.400 mm, il più corto, abbinato ad un rimorchio Viberti a tre assi, entrambi allestiti con cassone ribaltabile, caricati di ghiaia fino a raggiungere il peso complessivo di 432 quintali, il massimo permesso dalla legge per le combinazioni 2 + 3 assi (con anche la motrice a 3 assi si arriva invece ai 440 quintali).
Il percorso di prova prevede un tratto autostradale ed una seconda sezione urbana, con strade strette e trafficate, il miglior modo per testare le doti di motore e cambio. I consumi sono stati rilevati anche percorrendo un tratto piano a velocità costante, con cambio in tredicesima marcia.
L’articolo prosegue con la dettagliata descrizione del nuovo modello FIAT, proposto anche con i marchi OM e, in Francia, UNIC: vengono passati in rassegna con dovizia di particolari la cabina, il telaio ed ovviamente il motore, la novità più rilevante.
Come tradizione di “Vado e torno”, la parte finale dell’articolo riepiloga le disposizioni legislative applicate all’autocarro in prova, con i vari argomenti bollo, patente, tempi di guida, tachigrafo, assicurazione e licenze conto proprio e terzi.
Nel complesso la rivista mette in evidenza alcuni aspetti particolarmente apprezzati: le eccezionali doti di ripresa, anche a pieno carico ed in salita; la spaziosa cabina dalla linea moderna e funzionale, ora ancora migliorata nel comfort; il telaio ad elevata resistenza pur una con tara contenuta; il comodo accesso agli organi meccanici grazie alla cabina ribaltabile; il motore con elementi unificati e generosamente dimensionato, pronto per futuri sviluppi di potenza.

Versione provata:
OM 170 352 CV autocarro a due assi, passo 4.400 mm, con cambio Fuller a 13 marce.
Prestazioni rilevate:
Autostrada – 110 chilometri: velocità media 100 Km/h, consumo 59 litri per 100 Km
Strade urbane – 75 chilometri: velocità media 40,6 Km/h, consumo 65 litri per 100 Km
A velocità costante 80 Km/h su tratto piano: consumo 35 litri per 100 Km

 

Le poids lourd, aprile 1976
“Tracteur UNIC 190 NT 33 – PTRA 38 t / 330 ch DIN”
Storica ed importante rivista francese, caratterizzata da approfonditi e dettagliati articoli e prove su strada: il primo numero è apparso addirittura nei primi anni del ‘900, ma purtroppo oggi non viene più pubblicata…
Il fascicolo n. 730 di aprile 1976 contiene la prova su strada dell’UNIC 190 NT 33, il gemello del FIAT 170 NT 33, commercializzato in Francia dalla società UNIC, Casa facente parte della neonata IVECO.
Il trattore stradale UNIC provato appare anche in copertina e l’articolo si compone di ben undici pagine, ricco di testo, immagini, tabelle e schemi grafici; precisamente troviamo la mappa del percorso di prova, la scheda tecnica dettagliata del modello, la tabella delle velocità ai regimi di coppia e di potenza massimi con i vari rapporti al ponte disponibili, i figurini quotati con le misure, i risultati e le performances della prova, i disegni in sezione del motore e del ponte posteriore, la riproduzione del quadro strumenti con la didascalia di tutte le spie ed interruttori.
Il modello provato è il trattore stradale a due assi, abbinato ad un semirimorchio a due assi della Trailor con allestimento telonato “savoyarde”, per una combinazione avente un peso complessivo di 38 tonnellate, il massimo consentito al tempo dalla legislazione francese, che permette ai veicoli isolati a due assi un peso di 19 tonnellate, da cui deriva la sigla 190 del modello venduto in Francia, pur essendo identico al modello FIAT 170 italiano, con peso consentito dal nostro codice della strada di 18 tonnellate.
La versione del motore a 8 cilindri a V è ancora quella con potenza di 330 cavalli (DIN) ed il cambio è il Fuller a 13 velocità.
Il percorso di prova si snoda a nord-ovest di Parigi, passando per Amiens e Rouen, per complessivi 424 chilometri, con tratti autostradali e di strade urbane ed extraurbane, pertanto con “condizioni simili a quelle incontrate nel reale utilizzo commerciale” come evidenziato nell’articolo.
La descrizione del veicolo inizia con una lunga disamina del motore, del quale si sottolinea la forte cilindrata (17 litri), per poi analizzare la catena cinematica frizione – cambio – ponte posteriore, oltre al telaio ed alle relative sospensioni.
La sezione “La nostra opinione” dell’articolo è suddivisa in temi: consumi, riconoscendo che un motore di grossa cilindrata non consuma più degli altri; performance, sottolineando la buona velocità media ottenuta; tenuta di strada, rilevata stabile e sicura abbinata ad una buona manovrabilità; sicurezza e comfort, evidenziando la cabina ampia e accogliente, dotata di un’efficace sospensione e di un equipaggiamento completo; frenata, con un’efficacia soddisfacente grazie a che al valido freno motore; facilità di utilizzo, evidenziando la comodità della cabina ribaltabile, della calandra apribile e della pratica collocazione del porta fusibili e lampadine.
L’articolo sintetizza in conclusione che l’UNIC si inserisce nell’agguerrito mercato dei “maxi-codes”, ossia i grandi stradali di linea, con un veicolo di indubbie qualità, del quale si puo’ anche supporre una robustezza nel lungo periodo superiore alla media considerato la sovradimensionata cilindrata del motore.
In coda all’articolo sono riepilogate le disposizioni legislative applicate al veicolo in prova, con i vari argomenti fiscali, codice della strada, tempi di guida, ecc.

Versione provata:
UNIC 190 NT 33 trattore a due assi, passo 3.485 mm, con cambio Fuller a 13 marce.
Prestazioni rilevate:
Percorso misto 424 chilometri: velocità media 58,62 Km/h, consumo 47,69 litri per 100 Km

 

Commercial motor, 16 settembre 1977
“Fly FIAT! Power to spare from big V8”
La rivista inglese Commercial motor è tra i primi periodici in Europa dedicati al veicolo industriale e commerciale: dal 1905 è regolarmente in edicola, ancor oggi nella sua formula originaria settimanale.
Numerosi sono stati negli anni Settanta gli articoli dedicati al FIAT 170 e non poteva mancare la prova su strada, apparsa nel numero del 16 Settembre 1977: l’articolo si compone di quattro pagine e tratta il resoconto del test effettuato da Steve Gray. Una grande foto a doppia pagina, altre piccole foto di dettaglio, la scheda tecnica con un figurino quotato ed i diagrammi delle consumi e delle velocità medie, si aggiungono alla parte di testo, abbastanza succinto; interessanti i grafici che paragonano le prestazioni del veicolo in prova con altri testati in precedenza dalla rivista, come il Ford Transcontinental HA 4231, il DAF 2800, il Bedford TM 3800 ed il Volvo F88: sono analizzati consumo complessivo, consumo tratto autostradale, consumo strada extraurbana, velocità media, tempo di accelerazione e spazio di frenata.
Il modello provato è il FIAT 170 NT 35, nella versione trattore stradale a due assi, abbinato ad un semirimorchio a due assi allestito a pianale con zavorra per raggiungere un peso complessivo dell’autoarticolato pari a 32,40 tonnellate, il massimo consentito nel Regno Unito.
Il motore è quindi l’8 cilindri a V di 17 litri con la nuova taratura di 352 cavalli (DIN), potenza corrispondente a 325 bhp (british horsepower – cavallo vapore britannico) citati nell’articolo, con cambio Fuller a 13 velocità. L’articolo sottolinea subito che la motorizzazione con una potenza così elevata è stata studiata per pesi ben superiori (fino a 40 tonnellate), per cui a “sole” 32 tonnellate il camion è letteralmente in grado di volare: “la più grande difficoltà durante il test”, scrive l’autore, “è di mantenere la velocità entro i limiti di legge, sia in autostrada che nelle strade ordinarie”!
Il test si sviluppa su due giorni, percorrendo complessivamente ben 1.183 chilometri, attraverso autostrade, strade urbane ed extraurbane, anche collinari.
La prima parte dell’articolo descrive le performance registrate durante la prova su strada che evidenziano la grande potenza del veicolo, lampante in particolare nella facilità con cui vengono affrontati i tratti collinari in salita, grazie anche al cambio, “molto piacevole da utilizzare”.
Vengono poi presi in esame i comandi di guida: particolarmente apprezzati lo sterzo assistito e l’impianto frenante di servizio; criticata invece la serie di spie e interruttori del quadro strumenti e soprattutto la scarsa efficacia del freno di stazionamento; anche il comando dell’overdrive del cambio ha creato un problema durante la guida.
La cabina è apprezzata per l’equipaggiamento completo, l’ergonomia dei comandi e per la possibilità del ribaltamento (non disponibile nel precedente modello “619”) per la manutenzione; il parabrezza è valutato invece troppo poco sviluppato in altezza, limitando la visibilità. Considerata buona l’insonorizzazione tanto che “è possibile conversare con un normale tono di voce e non occorre alzare il volume dell’autoradio anche alle alte velocità” si legge testualmente nell’articolo.
In conclusione la rivista riassume che il 170 NC 35 è un veicolo piacevole da guidare e che viene venduto ad un buon prezzo, ponendo però l’accento sul problema riscontrato con il freno di stazionamento poco efficace.

Versione provata:
FIAT 170 NT 35 trattore a due assi, passo 3.485 mm, con cambio Fuller a 13 marce.
Prestazioni rilevate:
Percorso misto 1.183 chilometri: velocità media 67,80 Km/h, consumo 45,20 litri per 100 Km

 

Commercial motor, 30 settembre 1977
“Good buy, Fiat”
Dopo il FIAT “170 NT 35”, provato nel numero del 16 settembre 1977, è il turno del “170 NT 26”: l’autore del test su strada questa volta è Bill Brock, al quale sono accreditate anche le cinque fotografie del servizio, riguardanti il veicolo impegnato durante la prova ed alcuni dettagli quali la cabina con portiera aperta, il posto guida e la cabina ribaltata con in evidenza il motore. Completano l’articolo una dettagliata scheda tecnica del mezzo, la tabella con i dati registrati durante il test suddivisi nelle singole tappe del percorso (distanze, tempi, velocità media e consumi medi) nonché alcuni grafici di paragone (consumo complessivo, consumo autostradale, consumo strada normale, accelerazione e velocità media) con i veicoli testati in precedenza della stessa categoria: Berliet TR 280, Foden S83, Ford Transcontinental HA 3424 e Magirus-Deutz; di quest’ultimo stranamente non è indicato il modello [N.d.C.].
Il trattore provato è stato abbinato ad un semirimorchio pianalato a due assi, zavorrato fino a raggiungere un peso complessivo della combinazione pari a 32,40 tonnellate, il limite legale nel Regno Unito. La cabina riporta grandi scritte “Try FIAT trucks” indicando chiaramente che si tratta di un esemplare destinato ai test da parte della stampa specializzata e dei clienti.
L’articolo inizia evidenziando come il “170 NT 26” segua le orme del predecessore “619”, con il quale condivide il motore a 6 cilindri in linea da 260 cavalli, corrispondenti ai240 bhp (british horsepower – cavallo vapore britannico), con però una rinnovata cabina, resa ribaltabile e dal comfort aumentato. Della cabina viene apprezzata in particolare l’accessibilità, grazie all’ampia porta apribile a 90° ed ai maniglioni posizionati su entrambi i lati dell’apertura, l’isolamento acustico, tanto che “è possibile ascoltare la radio senza alzare il volume non essendo disturbati dal rumore del motore, del vento e della strada” ed il parabrezza, del tipo laminato e con spazzole tergicristallo molto efficienti. La sicurezza offerta dal parabrezza laminato è stata testata durante la prova quando un sasso schizzato da un altro veicolo in autostrada ha rotto un pezzo di vetro: Bill Brock scrive, con senso dell’umore: “fortunatamente è stato installato un parabrezza laminato, altrimenti sarebbe stato un rientro alla base veramente bagnato” (il test si è effettuato in condizioni di pioggia [N.d.C.]).
Ampio spazio è dedicato al sistema frenante ed al test di frenata: quest’ultimo colloca le prestazioni complessive nella media del veicoli proposti dalla concorrenza; apprezzata comunque è la potenza del freno motore.
Il percorso di prova è stato molto lungo, come da tradizione quasi 1.200 chilometri, tanto da essere svolto in due giorni: il primo prevalentemente su tracciato autostradale ed il secondo sulle colline a sud della città di Newcastle Upon Tyne.
Dai grafici si rileva che le prestazioni dl “170” risultano in linea con quelle dei veicoli concorrenti della stessa categoria, primeggiando, seppur di poco, nei dati di consumo complessivo e di accelerazione.
Nelle conclusioni l’autore riassume che il “170 NT 26” risulta facile da guidare nelle normali condizioni stradali, ma presenta maggiori difficoltà nei tratti collinari; i freni richiedono una certa attenzione ed al controllo da parte dei tecnici a fine del test, è stato rilevato un componente danneggiato. Il prezzo proposto dal listino è concorrenziale, tanto da poter esclamare “Buon acquisto FIAT” come riporta il titolo dell’articolo, soprattutto una volta corretti i difetti di gioventù dell’impianto frenante.

Versione provata:
FIAT 170 NT 26 trattore a due assi, passo 3.100 mm, con cambio FIAT E90 a 8 marce.
Prestazioni rilevate:
Percorso misto 1.182 chilometri: velocità media 67,00 Km/h, consumo 43,70 litri per 100 Km

 

Commercial motor, 5 settembre 1975
“So softly, softly, the power-packed Fiat” e “Big new V8 for Turin’s latest topweights”
Sono molti gli articoli dedicati al FIAT “170” apparsi nel settimanale inglese: i primi due addirittura in contemporanea nello stesso numero del 5 settembre 1975!
Il primo “Così dolcemente, dolcemente, il potente Fiat”, di una pagina con un paio di foto, quella di un OM 170 autotreno al momento del lancio e del quadro strumenti del posto guida. L’articolo è il resoconto del “test drive” svoltosi a Torino in occasione della presentazione della nuova gamma, con due veicoli provati dal giornalista Graham Montgomerie: un trattore 170 NT 33 abbinato ad un semirimorchio per una combinazione di 38 tonnellate ed un autotreno OM 170 sempre con la motorizzazione da 330 CV. Il pezzo descrive la caratteristiche tecniche del cambio Fuller a 13 marce, del motore V8 e della cabina, con le innovazioni rispetto al modello precedente: interessante notare coma l’autore scriva che “la disposizione degli interni assomigliano molto a quelli della cabina Nuova Generazione della Mercedes-Benz”.
Montgomerie scrive che il test su strada è stato troppo breve per esprimere un giudizio completo sulla guidabilità del veicolo; un commento positivo è comunque rivolto al volante, di diametro molto piccolo, che contribuisce all’ottimo controllo del mezzo, tanto da portare il FIAT ad eguagliare la qualità della gamma Scania, secondo l’autore il riferimento del mercato. Qualche dubbio viene mosso sulla posizione del manettino del freno di stazionamento, giudicato un po’ troppo bassa rispetto al sedile.
L’articolo annuncia che i nuovi pesanti saranno disponibili sul mercato inglese solo da settembre 1976.
Il secondo articolo “Nuovo grande V8 per gli ultimi pesi massimi di Torino”, di tre pagine, offre le foto dell’autoarticolato UNIC 190, dell’interno cabina e del motore V8, oltre ad un grande disegno in trasparenza di un cassonato a due assi, del telaio e di una sezione del motore V8.
Viene illustrata la nuova gamma, con le differenze tra i modelli “170” e “190”, questi ultimi dotati di telaio realizzato in acciaio di più elevata resistenza, di sospensioni rinforzate e di pneumatici di sezione maggiore. La novità maggiore è considerata la motorizzazione V8 da 330 CV, ad aspirazione naturale, ma di grossa cilindrata (17,2 litri), la cui configurazione a V la rende comunque compatta di ingombro. La presa d’aria è a camino, sopra il tetto della cabina, dove la concentrazione di polvere è minima. Altra caratteristica sottolineata è il rapporto alesaggio / corsa di 0,9 a 1 che rende il motore “super quadro”. Un più breve spazio è dedicato alla seconda motorizzazione a 6 cilindri in linea da 260 CV. Del telaio viene evidenziato come tutte le traverse siano rivettate ai longheroni, ad eccezione di quella di testa e di coda, che per facilitare la manutenzione sono invece imbullonate. Tre sono i cambi offerti, a 8 marce FIAT per il 6 cilindri e ZF a otto marce o Fuller a tredici per l’otto cilindri. Viene poi ben descritto l’impianto frenante e così come lo sterzo servoassistito a circolazione di sfere.
In merito alla cabina, l’autore dell’articolo esclama “finalmente la FIAT ha la cabina ribaltabile”! Altro grande miglioramento rispetto all’abitacolo del “619” è considerato l’isolamento termico – acustico, mentre la strumentazione è ritenuta molto simile al precedente modello, così come sono stati riutilizzati tutti i pannelli della cabina, con eccezione del tetto, leggermente rialzato.

Commercial motor, 10 settembre 1976
“Turin twins for the UK”
Una pagina e mezza della rivista contengono l’articolo “Torino raddoppia per il Regno Unito” riguardante i due nuovi veicoli FIAT per il mercato britannico: il medio pesante “159” ed il pesante “170”, entrambi già in vendita da mesi in Italia e pertanto rodati, ma fino a quel momento non ancora adattati alla legislazione inglese. Del “170” è pubblicata solo la foto del motore V8, mentre le altre quattro sono destinate al “159”.
Del nuovo modello pesante viene indicata la disponibilità sia della cabina lunga che corta, ed elencate le caratteristiche dei due motori a 6 cilindri, già ben noto in Inghilterra in quanto equipaggiava il “619” ed a 8 cilindri con dettagliati particolari sui componenti (valvole, pistoni, ecc.), nonché delle scatole del cambio FIAT, ZF e Fuller.

Commercial motor, 25 febbraio 1977
“First Fiat 170s for UK hauliers”
La gamma “170” è stata presentata ufficialmente nel settembre 1975, l’articolo di Commercial motor ne comunica la disponibilità per il mercato britannico nel numero del 10 settembre 1976, quindi un anno dopo, ma la stessa rivista inglese solo il 25 febbraio 1977 annuncia la consegna dei primi 25 esemplari nel Regno Unito con il breve articolo “I primi Fiat 170 per i trasportatori britannici”.
Il pezzo è corredato dall’immagine di un “170” con la cabina ribaltata: una caratteristica accolta con impazienza nel mercato inglese, dove altre marche propongono da tempo questa possibilità, fondamentale per poter accedere al motore con semplicità. Il testo passa succintamente in rassegna la caratteristiche e le versioni disponibili, evidenziando che la maggior parte dei 25 primi modelli importati sono in versione con motore a 6 cilindri, avente la potenza quindi di 260 cavalli.

Commercial motor, 4 marzo 1977
“Fiat flattens out the hills”
Un articolo di quattro pagine raccoglie il resoconto di Graham Montgomerie che ha potuto testare sulle strade italiane un FIAT “170 NT 33”: cio’ che lo ha colpito maggiormente sono le impressionanti performance in salita tanto da intitolare l’articolo “La FIAT appiattisce le colline”.
Al trattore è abbinato un semirimorchio Orlandi a tre assi per un peso complessivo di 38 tonnellate. Descrivendo la catena cinematica, Montgomerie indica che la frizione è generosamente dimensionata con un doppio disco da 420 mm di diametro, anche perché, sostiene, “l’Italia è caratterizzata da una grande varietà di condizioni stradali che vanno dai valichi alpini alle lunghe autostrade di pianura”. Il test si sarebbe dovuto svolgere sulle montagne a nord di Torino, ma a causa del meteo avverso con forti nevicate, il veicolo è stato provato più a sud, lungo l’autostrada e sulle colline in zona Alba. Nel tratto autostradale è stata apprezzata la silenziosità in cabina, una sorpresa considerato il grosso motore super quadro sotto il cofano. Il tratto collinare – montagnoso si è rilevato molto impegnativo, con un susseguirsi di tornanti ravvicinati tra loro che, oltre ad impegnare lo sterzo, lasciavano pochissimo tempo per poter manovrare la leva del cambio: grazie alle favorevoli caratteristiche della curva di coppia del motore, le difficoltà sono state superate brillantemente “tenendo sempre la quarta marcia e guidando come se si avesse un cambio automatico”, scrive il giornalista. In discesa si è rivelato ottimo il freno motore, “uno dei migliori tra tutti quelli provati in molto tempo”, che ha consentito di raggiungere il fondo valle con i freni di servizio perfettamente efficienti, in quanto mai utilizzati. Qualche critica invece per la posizione del pulsante del freno motore, situato molto avanti, in linea con i pedali, così come quella del freno di stazionamento, collocato tra il sedile e la porta e non sul tunnel motore.
Complessivamente sono stati percorsi 218 chilometri, registrando un consumo di 68,8 litri per 100 chilometri, quest’ultimo ovviamente influenzato dal tragitto in parte montuoso.
L’articolo è corredato dalla dettagliata scheda tecnica del veicolo e da numerose fotografie che ritraggono l’autoarticolato impegnato lungo il percorso ed alcuni dettagli (il motore V8 con cabina ribaltata, il ponte posteriore con la barra anti rollio, la scatola dei fusibili in cabina, il pannello anteriore sollevato e il manettino del freno di stazionamento).

 


Tecnica del trasporto, maggio 1976
“FIAT OM 170 NC 33: impressioni di guida”
Nel 1959 viene pubblicato il primo numero di Tecnica del trasporto, “rivista tecnica dei trasporti integrati delle tecniche per il trasferimento e la distribuzione delle merci” come si legge in copertina: ogni numero del periodico dedica parecchie pagine anche ai camion, con descrizione di nuovi veicoli, impressioni di guida e prove su strada. Purtroppo anche questa rivista non è più disponibile da molti anni…
Nel fascicolo del maggio 1976 troviamo le “impressioni di guida” del FIAT – OM 170 NC 33, con un articolo arricchito dai disegni della cabina ribaltabile, dell’idroguida e, in sezione, del motore e del cambio, dal grafico delle curve del motore, oltre al testo ben dettagliato ed a varie fotografie.
La versione del 170 NC 33 analizzata è l’autocarro a due assi, con il passo di 4.400 mm (il più corto tra quelli disponibili), abbinato ad un rimorchio a tre assi delle Officine Vincenzo Orlandi, entrambi allestiti con cassone a sponde e caricati con sabbia per raggiungere un peso complessivo della combinazione di 40,22 tonnellate; in merito a tale peso l’articolo precisa che si tratta di una “misura fuori legge (al momento della prova) in Italia, ma che è quella proposta in sede comunitaria per la combinazione a 2 + 3 assi”.
La taratura del motore V8 è ancora la versione da 330 cavalli (DIN) ed il cambio è il Fuller “Roadranger” a 13 marce non sincronizzate.
Il veicolo è stato provato su un tracciato puramente autostradale sulla tratta Torino – Aosta, quindi non diversificato e non abbastanza lungo per una vera e propria prova su strada, ma sufficiente per ottenere delle “impressioni di guida”; sono state comunque rilevale le prestazioni che si riassumono in una velocità media di 90,70 Km/h ed un consumo medio di 54,30 litri per 100 Km.
L’articolo inizia sottolineando il successo commerciale del nuovo modello, che nei primi mesi dalla presentazione – avvenuta nel settembre 1975 – ha portato la FIAT a raccogliere numerose prenotazioni: una iniziale e ben augurante soddisfazione, visto anche l’ingente investimento di cento miliardi di Lire per il nuovo automezzo.
Viene poi analizzata la meccanica del camion, in particolare il motore del quale si sottolineano la sostanziosa coppia e la mancanza del turbocompressore che rende meno costoso e più semplice il propulsore; il Fuller Roadranger viene considerato un ottimo cambio, anche se “abbisogna di una certa forza muscolare, di un certo orecchio e di una buona doppietta”, scrive Paolo Tamburi autore dell’articolo. Anche sospensioni, freni e sterzo vengono giudicati positivamente, pur riconoscendo che il tipo di tracciato percorso non ha certo messo a dura prova il veicolo. La cabina: pur se “di dimensioni molto compatte è risultata comoda, ben rifinita e molto silenziosa”, grazie anche all’accurata aerodinamica ed alla coibentazione acustica.
Tra le caratteristiche tecniche viene indicato anche il prezzo, pari a Lire 31.136.000 IVA esclusa.
Non mancano in coda all’articolo le disposizioni legislative applicate all’autocarro provato, con i vari argomenti bollo, patente, tempi di guida, tachigrafo, assicurazione, licenze conto proprio e terzi e divieti di circolazione.
Le conclusioni giudicano il veicolo altamente competitivo nel panorama dei pesanti di linea a livello europeo, grazie anche alla capillare rete di assistenza della neonata IVECO.

Versione provata:
FIAT OM 170 NC 33 autocarro a due assi, passo 4.400 mm, con cambio Fuller a 13 marce.
Prestazioni rilevate:
Percorso autostradale: velocità media 90,70 Km/h, consumo 54,30 litri per 100 Km

 

Tecnica del trasporto, ottobre 1975
“FIAT: una vocazione internazionale”
L’articolo riguarda le novità delle varie gamme FIAT / IVECO ed un ampio spazio di 2 pagine viene dedicato alla nuova serie dei pesanti stradali “170/190”.
Un aspetto evidenziato nelle premesse è che la gamma “170/190” costituisce il primo vero prodotto IVECO, la holding che riunisce FIAT, OM, Lancia, UNIC e Magirus-Deutz nata da pochi mesi, all’inizio del 1975: la presentazione dei nuovi veicoli pesanti è avvenuta difatti nel settembre 1975 al salone IAA di Francoforte, per essere poi esposta per la prima volta in Italia alla fine dello stesso anno al Salone del veicolo industriale di Torino.
Viene poi evidenziato che la neonata gamma pesante, dedicata al lungo raggio a livello nazionale e internazionale TIR, è stata frutto di una progettazione finalizzata a garantire la maggior velocità possibile di trasporto, offrendo al contempo i massimi livelli di sicurezza, comfort ed affidabilità.
L’articolo prosegue con la descrizione delle versioni proposte e soprattutto con l’analisi delle motorizzazioni disponibili; del motore 8V si sottolinea la modularità dei componenti con cui è stato realizzato (per es. la possibilità futura di produrre versioni a 6, 10 e anche 12 cilindri), il generoso dimensionamento della cilindrata, oltre al fatto che “puo’ essere dotato di turbocompressore, in grado di portare la potenza a 440 CV DIN!” si legge testualmente (potenza effettivamente raggiunta ed ampiamente superata alla fine degli anni ‘80 [N.d.C.]). Nello spazio dedicato ai due cambi disponibili, Fuller non sincronizzato e ZF sincronizzato, è interessante la constatazione di come l’uso del cambio sincronizzato sia ormai generalizzato a metà degli anni Settanta, grazie alla facilità di utilizzo ed alla precisione d’innesto delle marce.
La descrizione si conclude con una carrellata di dotazioni “degne di nota” quali l’impianto frenante a norma CEE, lo sterzo servoassistito ZF e la confortevole cabina ribaltabile di 60°.
L’articolo è corredato delle foto di gruppo di alcuni mezzi in occasione della presentazione e del motore, nonché dei disegni in sezione delle due scatole del cambio ZF a 8 rapporti e Fuller a 13 rapporti.

Tecnica del trasporto, aprile 1976
“Un chilometro di FIAT 170 sulla rotta dell’Oriente”
All’interno della rubrica “Notiziario” della rivista viene pubblicato un breve resoconto del primo viaggio di un servizio regolare assicurato da una ditta italiana sulla rotta dell’Oriente. Si tratta di una carovana di 10 FIAT 170 che in dodici giorni ha coperto il tragitto da Milano a Teheran, attraversando Jugoslavia, Bulgaria e Turchia, affrontando i più svariati fondi stradali (dall’asfalto a polverose piste, tratti fangosi ed altri ghiacciati, ecc.), raggiungendo l’altitudine di 2.500 metri e resistendo a tempeste di neve con temperature fino a 35 gradi sottozero. L’intera colonna di veicoli, con una lunghezza di circa un chilometro, ha marciato per sedici ore al giorno riuscendo così a percorrere circa 400 chilometri quotidianamente. L’articolo include una foto dei veicoli in fila impegnati in una pista desertica in salita.

Tecnica del trasporto, febbraio 1978
“L’autostrada conviene”
Un articolo di due pagine racconta la curiosa ed interessante prova “Economy run” che ha avuto l’obiettivo di verificare la convenienza dell’autostrada rispetto alla strada normale.
Ed è proprio il FIAT 170 NC 33 il camion scelto per effettuare questa indagine organizzata dalla società Autostrade, assieme all’IVECO ed alla Mobil. Il tragitto individuato per la sfida è la Bologna – Bari, quasi 700 chilometri percorsi in andata e ritorno lungo la Strada Statale 16 e l’Autostrada A 14 da due veicoli identici: autocarri a due assi passo 4,4 metri con cambio Fuller e rapporto al ponte 1:4,92 abbinati a rimorchi a tre assi, con allestimenti cassonati e zavorra, per un peso complessivo della combinazione di 38 tonnellate. I camion sono dotati di particolari strumentazioni per registrare con precisione le velocità, i tempi, i consumi, oltre che i colpi di sterzo, di frizione e di freno.
I risultati della prova evidenziano come il percorso autostradale garantisca risparmi su tutti i fronti: tempo di percorrenza (- 35%), consumo di gasolio a parità di velocità di crociera (un terzo), sollecitazione meccanica del veicolo ed affaticamento dell’autista in virtù del minor numero di frenate (860 contro 2522) e di frizionate (151 contro 547). Complessivamente quindi un sensibile risparmio economico utilizzando l’autostrada, solo in parte compensato dal costo del pedaggio.
L’articolo è corredato da due foto emblematiche: il “170” all’uscita del casello autostradale e appena superato un trafficato semaforo.

Speciale illustratofiat, 1976
“Il motore dei giganti” e “Dieci camionisti in fabbrica e al volante del 170”
“Illustratofiat”, il periodico mensile del gruppo FIAT nato nel 1953, dedica nel 1976 un numero speciale al mondo del camion e del camionista. Non potevano mancare i riferimenti al “170”, il nuovo modello pesante presentato appena un anno prima: due quindi gli articoli, il primo riguardante il motore ed il secondo il resoconto della visita allo stabilimento in Piemonte da parte di 10 camionisti. Da sottolineare che il numero “speciale” è tutto a colori, mentre il mensile normale è in bianco e nero; l’ultima di copertina riporta a piena pagina la suggestiva foto aerea di due “170”, color verde presentazione, che percorrono in viadotto autostradale.
“Il motore dei giganti”. Un articolo di una pagina, con l’intervista all’ingegner Giovanni Torazza, responsabile della progettazione dei motori Diesel FIAT. Le domande riguardano soprattutto il paragone tra motori Diesel e benzina ed una specifica entra in merito alla motorizzazione 8V del nuovo modello “170”. L’intervista è arricchita da un disegno della sezione trasversale dell’otto cilindri a V che la didascalia descrive come “capostipite di una nuova generazione di motori”.
Il secondo articolo dal titolo “Dieci camionisti in fabbrica e al volante del 170”, si compone invece di quattro pagine con varie foto a colori che immortalano i dieci fortunati autisti durante la visita allo stabilimento Spa a Stura dove viene prodotto il “170”, nonché i diversi nuovi modelli durante le prove sulle strade di Asti, Alba, Canale e Poirino effettuate dagli ospiti stessi. Entusiasti i commenti dei camionisti dopo aver guidato i nuovi “170”: apprezzate soprattutto le prestazioni ed il comfort della cabina. L’articolo include anche una tabella con i dati dell’andamento delle immatricolazioni in Italia dei veicoli superiori a 3,5 ed a 16 tonnellate negli anni 1973 – 1974 – 1975: insieme la marche FIAT, OM e Lancia si aggiudicano più del 90% del mercato!

Illustratofiat, marzo 1976
“Trento-Amsterdam e ritorno in 4 giorni: buon collaudo per i 170”
Un breve pezzo, senza immagini, sul viaggio a scopo pubblicitario di 14 nuovi “170” partiti dall’Italia il 27 febbraio 1976 ed arrivati quattro giorni dopo nella capitale olandese. Mille chilometri percorsi dalla carovana di nuovi fiammanti FIAT testati da vari clienti, con un bilancio “senz’altro molto positivo”, si legge nell’articolo.

Illustratofiat, aprile 1976
“Dieci uomini, dieci camion tra fango e ghiacci sul Tahir”
La rubrica “Servizi speciali” del periodico dedica tre intere pagine al massacrante viaggio di 5.000 chilometri che separano Milano da Theran percorso da 10 nuovi FIAT “170”: numerose e bellissime le foto che arricchiscono l’articolo, con la carovana di mezzi impegnata in passaggi suggestivi. Non mancano le presentazioni, con foto, dei 10 autisti in gran parte italiani, tutti “veterani del volante” che hanno potuto percorre questa storica rotta medio-orientale a bordo dei nuovi FIAT, una vera propria avventura, dettagliatamente descritta in forma di cronaca dall’autore dell’articolo.

Illustratofiat, novembre 1976
“Una galleria dal polo all’equatore”
L’articolo di due pagine riguarda le gallerie climatiche e del vento utilizzate dalla FIAT per testare i veicoli in condizioni estreme di caldo, freddo e vento, oltre che per studi aerodinamici. A campeggiare in una delle foto, a rappresentanza dei veicoli pesanti utilizzati duranti i test, è proprio un “170”, impegnato nella galleria del freddo con una temperatura di meno 50 gradi.

Illustratofiat, luglio-agosto 1977
“Passato presente e futuro del veicolo industriale”
La foto di un “170”, assieme a quella di un FIAT “18BL” del 1914 e ad un disegno di un camion da cava futuristico, è utilizzata per questo articolo che riassume un’approfondita intervista all’ing. Dino Filtri, consulente presso il Coordinamento progettativo e sperimentale dell’IVECO.

Torino Camion, novembre 1977
“Gli autocarri da corsa”
Nel numero di novembre 1977 della rivista un articolo tratta i camion utilizzati nella Formula 1 per il trasporto delle monoposto da parte dei vari team: la Ferrati ha scelto un trattore strale FIAT 170 rosso con semirimorchio. “I veicoli pesanti al servizio delle auto veloci” recita i sottotitolo con pubblicata una bella foto dell’autoarticolato con a fianco la Ferrari, al tempo guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve

Torino Motori, settembre/ottobre 1975
“FIAT OM 170 190: i nuovi giganti”
La “rassegna tecnico illustrativa bimestrale” Torino Motori viene pubblicata per la prima volta nel 1950 e purtroppo non risulta più disponibile da molti anni. La rivista è per lo più mirata al mondo delle automobili, ma sono molti i numeri contenenti servizi dedicati al camion: non mancano anche edizioni speciali riguardanti le varie edizioni del Salone del veicolo industriale di Torino degli anni Settanta ed Ottanta.
Il numero 139 contiene un servizio di due pagine sulla nuova gamma 170/190 offerta dalla FIAT e dalla OM, nel quale vengono illustrate le caratteristiche dei nuovi modelli nati sotto l’ombrello dell’IVECO, anche attraverso cinque fotografie, due delle quali degli interni della cabina ed al disegno in sezione del motore a 8 cilindri.
Viene innanzitutto chiarito che il “170” ha un peso totale a terra di 17,5 tonnellate “proposte per i veicoli a due assi nell’ambito del futuro codice unificato europeo” si legge, mentre il “190” è dedicato ai Paesi dove è ammesso un P.T.T. di 19 tonnellate, come la Francia ed il Belgio per esempio [si ricorda che, al tempo della presentazione, in Italia il P.T.T. ammesso per i veicoli a due assi è di sole 14 tonnellate, tra i più bassi pesi ammessi in Europa N.d.C.]. Le differenze tra i due modelli sono limitate al “telaio, realizzato in acciaio di più elevata resistenza, alle sospensioni posteriori rinforzate ed ai pneumatici di sezione maggiore” necessari per consentire un maggiore peso complessivo. Viene indicata anche la disponibilità della “versione speciale per trasporti eccezionali” contraddistinta dalla sigla “170NT33/E”, con un peso totale della combinazione fino a 78 tonnellate.
L’articolo prosegue con la descrizione dei due motori a 6 ed a 8 cilindri, sottolineando per quest’ultimo la grande cilindrata in grado di garantire “la massima longevità e la più assoluta affidabilità”, i cambi disponibili FIAT ad 8 rapporti per il motore a 6 cilindri e ZF o Fuller per l’8 cilindri. Della cabina viene sottolineata la novità di essere ribaltabile ed i miglioramenti nell’allestimento, nella plancia e nell’arredamento rispetto alle versioni precedenti “tali da creare un ambiente piacevole ed accogliente”.

Tuttotrasporti, marzo-aprile 1980
“Nave e autocarro alleati sulle rotte del mediterraneo”
Il “170” non è mai stato più di tanto protagonista nelle pagine “Tuttotrasporti”, essendo la rivista nata nel 1978, cioè dopo l’uscita di produzione del pesante FIAT. Le foto del “170” sono comunque utilizzate nell’articolo di Antonio Ciampi che in cinque pagine analizza la modalità stradale e quella marittima nei collegamenti tra Europa e Medio Oriente. Le numerose immagini riguardano un “170” della ditta Tencor Italiana impegnato nel difficile tragitto delle piste medio-orientali.

Routes et chantiers, n. 37 del 1975
“Les UNIC 190”
La rivista aziendale della UNIC ha trattato con diversi articoli la gamma “170” nel corso degli anni Settanta.
Il numero 37 vede la presentazione dei nuovi modelli “170/190” con un articolo di una pagina nel quale appaiono anche le foto di un trattore UNIC “190” e di un OM “170”, oltre che del motore V8. Viene evidenziato che la nuova gamma è il primo prodotto della neonata IVECO e che il modello “170” ha un peso totale di 17,5 corrispondente a quello proposto per il futuro codice europeo unificato, mentre il “190” è previsto per i mercati che applicano le 13 tonnellate per il ponte posteriore, Francia e Belgio per esempio. Seguono poi le descrizioni delle due motorizzazioni proposte a 6 e a 8 cilindri, dei due cambi ZF e Fuller, dell’impianto frenante a norme CEE ed infine della cabina, ribaltabile e con il tetto leggermente sopraelevato rispetto alle versioni fino a quel momento prodotte dal gruppo FIAT (ed utilizzate anche dalla UNIC e dalla OM per le gamme pesanti [N.d.C.]).

Routes et chantiers, n. 38 del 1976
“Un UNIC 190 a Londres”
Sono invece ben quattro le pagine del servizio apparso sul successivo numero 38, che all’UNIC “190” dedica anche la copertina. L’articolo descrive brevemente i punti forti dell’inedita gamma, prendendo spunto dal servizio fotografico di un trattore UNIC “190” abbinato ad un semirimorchio telonato a due assi inviato a Londra a scopo di lancio pubblicitario. Sette le foto del nuovo pesante immortalato nel centro di Londra, oltre che in un porto e lungo una strada di periferia inglese.

Routes et chantiers, n. 39 del 1976
“TIR”
Anche nel numero 39 non manca il riferimento al “190”. Nell’articolo dal titolo “TIR” viene descritto il sistema Transport International Routier con i vari vantaggi per la circolazione delle merce, evidenziando come l’UNIC proponga una gamma di veicoli perfettamente adatta ai grandi itinerari internazionali: il nuovo “190” nelle motorizzazioni da 260 e da 330 cavalli. L’articolo di una pagina riporta una foto di una colonna di “190” in occasione della loro presentazione alla stampa.

Routes et chantiers, n. 40 del 1976
Il numero 40 dedica invece solo la copertina all’UNIC “190”: un trattore a due assi con cabina bicolore bianca e rossa, abbinato ad un semirimorchio frigorifero, in zona portuale.

Routes et chantiers, n. 46 del 1979
“Les routiers du Cosmos”
Un lungo articolo di sei pagine riguardante la costruzione dell’Hotel Cosmos a Mosca (1900 camere!) costruito da un’impresa francese per le Olimpiadi del 1980. Viene illustrato il viaggio di un “190” per trasportare dalla Francia a Mosca il materiale per la costruzione dell’enorme edificio: solo uno dei 1600 viaggi previsti dall’impresa costruttrice che ha scelto il camion come mezzo di trasporto per la sua sicurezza e rapidità. Numerose le foto del “190” protagonista del reportage, immortalato lungo le strade di mezza Europa e nel centro di Mosca: a lui è dedicata anche la copertina della rivista.

Routes et chantiers, n. 47 del 1979
“La filiere bois”
L’UNIC “190” è scelto per illustrare un articolo sul trasporto del legname nella filiera del settore forestale in Francia, che presenta 14 milioni di ettari destinati a bosco, circa la metà del parco forestale della Comunità Europea. Molte le immagini di vari “190” impegnati nel bosco e nelle segherie.

Truck, febbraio 1977
“Brussels ’77. Torque about a truck show”
L’articolo di 3 pagine pubblicato sul mensile inglese nel numero di febbraio, è il resoconto del salone di Brussel del 1977. Contiene la notizia della presentazione di una nuova versione del motore 8V FIAT con la potenza di 355 BHP, caratterizzato da un gran valore di coppia, che sarà disponibile come opzione sull’esistente gamma “170 / 190” a partire dall’estate per il mercato europeo.

Truck, febbraio e marzo 1979
“Long distance diary – Part one / part two”
La rivista mensile inglese Truck nei numeri di febbraio e di marzo 1979 pubblica il “diario” di un lungo viaggio effettuato a bordo di un FIAT “170” da Derby, città situata al centro dell’Inghilterra, a Marsiglia, nel sud della Francia, passando per Bordeaux e raggiungendo infine Belfast, in Irlanda del Nord! In totale 4.500 chilometri, percorsi in 10 giorni dal “170NT26” trattore con semirimorchio telonato e dall’equipaggio della ditta inglese “Atkins international”.
Complessivamente il reportage è di ben 7 pagine con molte foto, tutte di alta qualità, raffiguranti il mezzo in ambientazioni suggestive e significative; del “170” nel testo si parla poco perché è stato dato più risalto al resoconto del lungo viaggio.

Charge Utile Magazine, febbraio 2013
“Les camions FIAT. Septième partie: 1972-1975”
La storia dei camion FIAT, scritta da Jean-Francois Colombet, è pubblicata sulla rivista francese in ben sette parti ,ognuna delle quali composta da 8 – 10 pagine con moltissime fotografie, tutte dettagliatamente descritte. Nell’ultima puntata, che abbraccia il periodo dal 1972 al 1975 – anno di fondazione dell’IVECO – c’è spazio per la serie “170/190”: due pagine con quattro fotografie, due ufficiali FIAT (il classico autocarro color verde e gli interni della cabina), una UNIC (il frontale del “190”), oltre a quella di un trattore “170” con semirimorchio cisterna al lavoro.
L’articolo, dopo la descrizione della gamma media “110/130” presentata nei primi mesi del 1975, passa in rassegna la successiva “nuova gamma alta”, con i “170” destinati ai Paesi dove vige un peso massimo entro le 16 tonnellate (Italia, Germania, Austria, ecc.) e con i “190” per quelli che invece ammettono le 19 tonnellate (Francia, Belgio, ecc.). Si legge che “molto pochi saranno i “190” venduti in Francia con il marchio “FIAT”, in quanto la quasi totalità delle vendite sarà costituita da veicoli marchiati “UNIC””. Vengono quindi elencate le varie versioni disponibili, autocarro “NC” e trattore “NT”, con potenze da 200, 260 e 330 cavalli e con cambi FIAT, Fuller o ZF. La cabina è ripresa dalla gamma precedente, ma rinnovata negli interni (con colore rosso Ferrari) e soprattutto con il padiglione leggermente rialzato, per poter essere commercializzata in Germania dove la normativa imponeva almeno 50 centimetri di spazio sopra ogni cuccetta: la FIAT con questo modello puntava molto al mercato tedesco.

Charge Utile Magazine, febbraio 2018
“La barre des 300 chevaux”
Per festeggiare il numero 300 del mensile, Jean-Francois Colombet pubblica un interessante articolo di otto pagine sull’aumento delle potenze nel corso degli anni e quindi sui primi motori in grado di superare la soglia del 300 cavalli. Essendo tale livello di potenza raggiunto alla fine degli anni sessanta, l’argomento è anche l’occasione per passare in carrellata i concorrenti del FIAT “170” a metà degli anni Settanta e precisamente i vari Berliet TR 300, DAF 2800, MAN 19.304, Mercedes-Benz LPS 1932, SAVIEM SM 300, Scania LB 140 e Volvo F89.
In questa “corsa alla potenza” il gruppo FIAT arriva un po’ dopo i concorrenti: il primo costruttore europeo a superare i 300 cavalli è la Mercedes-Benz nel 1969, con il nuovo motore a 10 cilindri a V di 320 cavalli (DIN). A breve distanza di tempo le altre marche propongono veicoli con potenze dai 300 ai 350 cavalli, mentre solo nel 1975 viene presentato il nuovo motore FIAT a 8 cilindri a V con cilindrata di 17 litri, che equipaggerà i vari modelli “170” e “190” offerti dalla FIAT, OM ed UNIC. L’articolo riporta ben tre foto di camion FIAT/UNIC “170”/”190” oltre all’immagine del motore V8 del quale viene riconosciuto dall’autore il “rumore inimitabile”.

Charge Utile Magazine, aprile 2018
“Les camions OM. Huitième partie: de 1973 à la fin”
La rivista francese dimostra molta attenzione anche ai camion OM attraverso un’approfondita disamina di tutti i modelli prodotti dalla Casa bresciana, scritta dal redattore capo Jean-Francois Colombet e pubblicata in ben otto numeri, dal 292 al 302, ognuno dei quali contenente un articolo generalmente di 8-10 pagine, ricchissime di immagini.
L’ottava ed ultima parte della storia riguarda il periodo dal 1973 alla scomparsa del marchio, quindi tratta anche del modello “190” presentato nel 1975.
Vengono descritte le versioni disponibili: autocarro “190.26” e “190.33” e trattore per semirimorchi “190 NT 26” e “190 NT 33”, a seconda del motore a 6 cilindri dal 260 cavalli o a 8 cilindri da 330 cavalli, in ogni caso con peso totale a terra di 19 tonnellate (in Francia è ammesso tale peso, a differenza dell’Italia [N.d.C.]); “170.20” per la versione invece con motore da 201 cavalli e peso totale a terra di 17 tonnellate. Per il motore da 260 cavalli viene indicato l’abbinamento al cambio OM “E 90” a otto rapporti, mentre per il motore più potente sono disponibili i cambi ZF “4 S 120 GP” a otto rapporti oppure il Fuller “RTO 9513” a 13 marce.
Per la cabina, si sottolinea che si tratta di una evoluzione della precedente adottata dai modelli 619 e 697, questa volta però ribaltabile, con tetto leggermente sopraelevato per una maggiore abitabilità e con gli interni completamente nuovi.
Quanto alle immagini, il fascicolo numero 302 reca in copertina, a piena pagina, un disegno dell’OM “190” trattore con semirimorchio cassonato, il tutto nel colore verde scelto per lancio della gamma; nell’articolo troviamo invece la foto ufficiale dello stesso “190” della copertina, la foto di una “170” trattore con semirimorchio a tre assi e quella di un “170.20” con cabina corta ribaltata.

Charge Utile Magazine, febbraio 2020
“Les camions UNIC à cabine avancée. Septième partie: de 1975 à 1978”
Attraverso un lungo articolo, pubblicato in più parti, Jean-Francois Colombet ripercorre tutti i modelli di camion UNIC a cabina avanzata prodotti dalla Casa francese, fin dagli anni Sessanta nell’orbita del gruppo FIAT e poi entrata a far parte dell’IVECO nel 1975.
La settima puntata si concentra nel periodo che va dal 1975 al 1978: non puo’ mancare quindi la nuova gamma “190”, a cui sono dedicate tre pagine con dieci fotografie.
Il paragrafo destinato ai nuovi modelli pesanti inizia con la breve spiegazione della razionalizzazione della gamme che comincia a concretizzarsi con la nascita dell’IVECO proprio nel 1975. La cabina è la rivisitazione della precedente, dotata però di tetto leggermente rialzato ed installata qualche centimetro più in alto rispetto a quella dei modelli UNIC “T 270 A2” e “T 340 A” che va a sostituire. Gli interni sono comunque inediti e sorprendenti: con la plancia ed i rivestimenti in color rosso, anziché nero come in precedenza, forse “per strizzare l’occhio alla Ferrari”, azzarda l’autore dell’articolo. Vengono poi passati in rassegna le motorizzazioni ed i cambi disponibili, oltre ai modelli in listino con potenze di 260 cavalli (che ha riscosso il maggior successo commerciale), 330 cavalli (considerato dal mercato francese poco parsimonioso nei consumi) e ben tre modelli dotati del motore a sei cilindri di 9,57 litri di cilindrata da 201 cavalli (DIN): il “170 NC 20” da 17,5 tonnellate, il “190 NC 20” da 19 t. ed il “190 NC/H 20” da 18,5 t..
Delle foto pubblicate, tra le quali un “170 NC 20” ed un “190 NC 20” entrambi con cabina corta, interessante quella di un trattore “190” abbinato ad un semirimorchio ribaltabile Fruehauf a due assi con motore idraulico, impegnato a districarsi nel fango di un cantiere.

Nel successivo numero di marzo 2020, nell’articolo che chiude la storia dei camion UNIC a cabina avanzata, è pubblicata una dettagliata tabella di tutti i modelli prodotti dagli anni ’40 agli anni ’80. Interessante che venga anche  indicata la data di omologazione in Francia: 170NC20 (06/12/76), 190NC/H20 (22/11/76), 190NC20 (22/11/76), 190NC26 (08/12/75), 190NC33 (12/12/75), 190NT/H26 (15/06/76), 190NT26 (10/12/75) e 190NT33 (12/12/75).